01/03/2018

Emozioni sceneggiate da paesaggi post apocalittici

il manifesto - Mauro Trotta

«Matteo Meschiari, in realtà, è riuscito a condensare nella sua opera, davvero dark nel senso più letterale della parola, elementi simbolici – basti pensare alla figura del protagonista, un ragazzino o alla sua mancanza di memoria – spunti di riflessione, approfondimenti, suggerimenti su eventuali vie di uscita subito stroncati (si pensi alla favola dei passeri). Insomma, un testo che per la sua densità fa venire in mente opere davvero difficilmente inquadrabili all’interno di un genere come Dissipatio H. G. di Guido Morselli o Il seme dell’uomo di Marco Ferreri.

Il tutto inquadrato da una scrittura piena di rimandi e citazioni, da Agamben a Mad Max, da La strada di Cormac McCarthy a Tarkovskij, solo per nominarne alcuni. E che sembra non aprirsi mai alla speranza. Anche se le splendide tavole di Rocco Lombardi, che arricchiscono il libro dialogando intimamente con il testo scritto, grazie a quelle figure e a quei paesaggi costruiti da lampi di luce che squarciano il nero, appaiono quasi come lampi di speranza».

Recensione a

Neghentopia

di Matteo Meschiari

220
16,50 14,00


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