08/04/2015

Massimo Roscia avverte: “Munitevi di vocabolario!”

Mi-Tomorrow - Mariella Caruso

Prima di immergersi nella lettura del nuovo libro di Massimo Roscia, l’avvertenza è quella di dotarsi di un dizionario della lingua italiana.
Perché “La strage dei congiuntivi” è un noir inconsueto nel quale i cinque protagonisti ordiscono un piano per salvare la nostra lingua messa quotidianamente in pericolo. “Ho scritto questo romanzo – spiega Roscia – per poter far fare ai miei personaggi tutto ciò che avrei voglia di fare a chi continua a mutilare e maltrattare l’italiano. Cose che, per evidenti motivi etici e legali, non posso fare”.

A chi ti riferisci in particolare?
“A chi, per il proprio ruolo, dovrebbe difendere l’integrità dell’italiano – giornalisti, politici, rappresentanti istituzionali, insegnanti – e invece lo massacra quotidianamente. Naturalmente è tutto un gioco… Ma prenderei davvero a randellate chi usa un condizionale al posto di un congiuntivo”.

Il tuo romanzo è più paradossale o grottesco?
“È paradossale perché tutto è ingigantito oltre ogni limite, anche nella presa in giro dei puristi della lingua. Grottesco perché, egoisticamente, sono partito dal mio amore per le situazioni surreali che pretendono attenzione dal lettore”.

La strage dei congiuntivi, infatti, non è una lettura semplice…
“Ci sono diversi livelli narrativi e il mio ego è soddisfatto quando il lettore li scopre tutti. Anche il lessico ricercato è un gioco nel gioco, un invito a munirsi di un dizionario e a riappropriarsi di una lingua bellissima di cui utilizziamo in media mille termini su cinquantamila. Poi ci sono anche le note a pie’ di pagina, che rallentano il ritmo e soddisfano il mio gusto sadico, tanto da farmi sembrare scemo o presuntuoso”.

E tu sei scemo o presuntuoso?
“Sono fierissimo della mia follia e altrettanto capoccione, testardo, egotico e presuntuoso”.

Ti aspettavi un riscontro così positivo?
“Sapevo che era un buon romanzo, ma onestamente non pensavo a un successo di questa portata. È servito molto il tam tam tra i lettori”.

Sei anche un critico enogastronomico: non pensi che di cibo, oggi, si parli un po’ troppo?
“Il cibo è diventato il balsamo che guarisce tutti i mali, un business, un amplificatore mediatico. Bisogna invece tornare alle origini, a qualità, passione, territorio”.

L’Expo potrà aiutare?
“In quanto evento policentrico, mi auguro di sì. Ma la domanda che mi viene sempre in mente è: ExPoi?”.

 

Recensione a

La strage dei congiuntivi

di Massimo Roscia

220
8,49 


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